La Ducati lascia la Superbike. La notizia è ufficiale ed è stata data dalla stessa azienda di Borgo Panigale, che ha annunciato il ritiro del team ufficiale Ducati Xerox dal campionato del mondo delle derivate di serie a partire dalla stagione 2011.
La Ducati - che ha partecipato in veste ufficiale a tutte le edizioni del WSBK finora disputate - vuole concentrarsi sullo sviluppo della nuova generazione di moto supersportive e continuerà a supportare i team privati.
F1 2010 by Codemasters, vale a dire l’attesissimo ultimo videogioco sulla Formula 1, uscirà il prossimo 24 settembre su PlayStation 3, PC e Xbox 360. E’ questa la notizia che il mondo aspettava! Dopo di anni di attesa Bernie Ecclestone ha siglato un accordo commerciale per la produzione del gioco ufficiale della F1. E ora Codemasters svela le sue carte. Il video di anteprima che qui riportiamo non lascia scampo a dubbi: il realismo delle immagini è da Nuova Era. Per la giocabilità e la fedeltà nella simulazione dobbiamo affidarci ai commenti di chi l’ha già provato. E non è rimasto affatto deluso.

Kimi Raikkonen chiude definitivamente le porte alla Formula 1. Il trentunenne finlandese che ha lasciato la Ferrari nel pieno della maturità agonistica per tentare l’avventura nell’amato mondo dei Rally fa sapere che non tornerà nella massima categoria motoristica. Il 2010, trasformatosi immediatamente da anno sabbatico in anno di riflessione, ha portato ad una decisione che da molte parti veniva vista come scontata: il campione del mondo 2007 non farà mai più il suo ritorno nel Circus. “I tempi sono cambiati”, ha dichiarato ai francesi de L’Equipe.

Max Mosley, rieccolo: la Ferrari ha molti nemici. Adesso ce n’è un altro che esce allo scoperto. La marcia d’avvicinamento al “ventesimo” Gran Premio della stagione, quello che l’8 settembre si disputerà a Parigi nella sede della Federazione Internazionale dell’Automobile e che vedrà il team italiano sotto giudizio per l’ordine di scuderia imposto a Felipe Massa nei confronti di Fernando Alonso, continua ad essere costellata di autorevoli pareri contrari. Prima i vari team principal delle scuderie rivali hanno parlato di gesto scandaloso. Poi ci si sono messi campioni come Niki Lauda. Infine tocca all’ex-Presidente della FIA.

Quanto guadagna un pilota di Formula 1? Di solo stipendio base, cioè quello pagato dalla squadra, i più fortunati arrivano a mettersi in tasca oltre un milione di Euro al mese. Il grosso di questi personaggi, vere e proprie aziende, però, sta nello sfruttamento della loro immagine a scopo pubblicitario. La classifica dei più pagati nel 2010 vede al primo posto Fernando Alonso: il pilota Ferrari è di gran lunga il più costoso. Dietro di lui, molto più staccati, ci sono Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen. Il finlandese c’entra sebbene non corra. La vera sorpresa, però, arriva dal clan Red Bull.
Jorge Lorenzo ha vinto il Gran Premio della Repubblica Ceca, prova del mondiale MotoGP che sarà ricordata soprattutto per l’annuncio del passaggio di Valentino Rossi in Ducati.
Ma ai fini del titolo iridato - oramai saldamente nelle mani dello spagnolo della Yamaha - la gara di Brno vede Rossi arrivare solamente quinto, dietro al compagno di squadra, Dani Pedrosa (Honda), Casey Stoner (Ducati) e Ben Spies (Yamaha Tech3).
Non bisogna però perdere di vista le favolose ragazze cece che si sono esibite a bordo pista nel fondamentale ruolo di paddock girls!
Ha fatto molto discutere in questi giorni la dichiarazione di Graziano Rossi, papà di Valentino Rossi, riguardante un presunto futuro in Formula 1 del figlio al termine dell’avventura in Ducati. In effetti è sembrato a tutti un po’ fuori luogo parlare già di Ferrari prima ancora che Vale sia salito in sella a una Desmosedici, nonché un tantino ingenuo pensare a una carriera in F1 per un pilota che sbarcherebbe ne circus delle quattro ruote a 34 anni… Ecco quindi le parole di Rossi senior tratte da un’intervista pubblicata su La Repubblica. Per meglio capire il pensiero del papà più famoso del Motomondiale.
Anche il Gran Premio della Repubblica Ceca 2010, andato in scena sul tracciato internazionale di Brno, si è concluso con l’ennesima vittoria del leader della gradutoria generale piloti, Jorge Lorenzo. Il maiorchino si mette dietro il connazionale Dani Pedrosa e il prossimo pilota della Honda, Casey Stoner sul gradino più basso del podio. Nel giorno dell’annuncio dell’unione tra Valentino Rossi e la Ducati, la prestazione del pesarese non riesce ad andare oltre il quinto posto alle spalle di Ben Spies. Continua, invece, il momento no per Andrea Dovizioso che cade nelle prime battute della gara ceca.

La decima puntata di questa sempre interessante Saga MotoGp2010, andata in scena qui dal bellissimo circuito moravo di Brno, vero Tempio della Velocità Mitteleuropea, ha visto ancora una volta un Lorenzo assolutamente devastante ed in stato di grazia dominare letteralmente la gara dal primo giro fino all’ultimo, relegando inesorabilmente un rassegnato e lontano Pedrosa al secondo posto ed il solito frustratissimo Stoner al terzo, mentre alle loro spalle uno scatenato Spies, nonostante alcuni problemi di aderenza all’anteriore, con la moto clienti regolava ampiamente uno spento Rossi pur in sella alla vincente M1 Ufficiale, idealmente congedandosi nel peggiore dei modi dalla Yamaha, visto che, mettendo finalmente la parola fine a un’indecente telenovela tanto tediosa quanto scontata, a fine gara è puntualmente arrivato, secondo uno stereotipato copione ormai da lunghissimi mesi preannunciato, lo statement ufficiale del suo passaggio in Ducati a partire dalla stagione 2011.
La decisione che di Valentino Rossi di andare alla Ducati è sicuramente maturata come risposta alla voglia di nuovi stimoli del nove volte campione del mondo (”Il prossimo anno per me sarà una bella sfida,” sono state le sue prime parole il giorno dell’ufficializzazione) ma potrebbe essere stata influenzata da alcuni atteggiamenti non proprio corretti nei suoi confronti da parte della Yamaha. E a bacchettare la scuderia giapponese è stato addirittura papà Graziano Rossi in alcune dichiarazioni che hanno seguito l’annuncio ufficiale del passaggio “in rosso” del figlio.
L’annuncio del passaggio di Valentino Rossi in Ducati ha messo in fermento il mondo della MotoGP: è da almeno un anno che si parla insistentemente del passaggio del campione di Tavullia a Borgo Panigale, ma dopo un balletto di indiscrezioni e smentite sentire il Dottore parlare già da Ducatista è musica per le orecchie dei tifosi italiani che sperano di veder vincere nella classe regina del Motomondiale una coppia tutta tricolore così come sta accadendo in Superbike con Max Biaggi e l’Aprilia. E la nuova accoppiata “Rossi in Rosso” trova l’approvazione anche del rivale Jorge Lorenzo…
Gerhard Berger è un discreto pilota che ha guidato per McLaren e Ferrari vincendo di rado. Come manager, invece, è un tipo a 5 stelle. E’ stato artefice del favoloso ritorno della BMW nel Circus ai tempi della fortunata partnership con la Williams in qualità di motorista ed è stato al muretto box della Toro Rosso quando il piccolo team di Faenza, ex-Minardi, si è tolto l’incredibile soddisfazione di vincere il suo primo e unico GP di Formula 1 nel tempio della velocità: l’Autodromo di Monza! Ascoltiamo quindi la sua opinione: la Ferrari fa bene a favorire Fernando Alonso.
Valentino Rossi rivela le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare la Yamaha per correre i prossimi due anni in sella alla Ducati: il Dottore aveva bisogno di nuovi stimoli, poiché riteneva terminato il suo lavoro nella scuderia giapponese e aveva voglia di provare la sfida di una nuova moto dopo aver dominato per anni con la Yamaha M1. E probabilmente cominciava a non piacergli la pressione di Jorge Lorenzo che, da scommessa per il futuro, con la vittoria del mondiale MotoGP sarebbe diventato giocoforza il pilota di riferimento della casa dei tre diapason.
E’ la Ferrari la monoposto più affidabile della stagione 2010 di F1. Così su due piedi non l’avre mai detto. A farlo notare è un report di Auto Motor und Sport che riporta i chilometri percorsi da ciascun pilota. La vettura di Fernando Alonso e Felipe Massa ha conosciuto un solo stop in gara quando il motore dello spagnolo è andato arrosto in Malesia.. Dopodiché, sebbene, ci siano state varie sfighe e discusse penalizzazioni che hanno portato a risultati non esaltanti, le Rosse di Maranello hanno sempre visto la bandiera a scacchi. Cosa non successa a Red Bull, McLaren, Mercedes, Renault, etc.