La Formula 1 perde un altro pezzo. Un pezzo da novanta: la Toyota si ritira con effetto immediato. Il team con sede a Colonia segue il trend nipponico iniziato dalla Honda nel 2008 e proseguito recentemente dal gommisti della Bridgestone. Ricordiamo che il 2009 è stato anche l’ultimo anno della BMW.
Timo Glock non ce la fa: il pilota tedesco della Toyota, in fase di recupero dopo l’incidente durante le rocambolesche qualifiche di Suzuka, non ha ricevuto il nulla osta dai medici per poter partecipare all’ultimo GP, in programma il prossimo week-end sulla nuova pista di Abu Dhabi.
Nel GP del Brasile in programma nel prossimo week-end ad Interlagos non ci sarà Timo Glock: il pilota tedesco, sul podio quest’anno nei GP di Malesia e Singapore, non si è ancora ripreso dal terribile incidente subito nelle qualifiche di Suzuka, nel quale ha riportato la frattura di una vertebra.
Tocca a Kobayashi! Dopo Felipe Massa e Lewis Hamilton è stato Timo Glock il grande protagonista del GP del Brasile edizione 2008. A causa dei postumi dell’incidente di Suzuka, però, il pilota Toyota non potrà tornare ad Interlagos. E chissà che non sia questo nuovo kamikaze a creare scompiglio…
Saldi di fine stagione per la Toyota che accetta di restare in Formula 1 anche per il 2010 ma si auto-impone una riduzione del 40% del proprio budget.
Oggi è il giorno dei ritiri. Dai principali organi di informazione mondiali arrivano due notizie destinate a scuotere il panorama della Formula 1. Kimi Raikkonen, consapevole dell’interesse Ferrari per Alonso, avrebbe deciso di lasciare la F1 a fine 2009. Stesso dicasi per la Toyota, in grave crisi economica.
Jarno Trulli torna sul podio. Una volta tanto, il ridicolo operato della Federazione va a beneficiare il risultato di uno dei nostri piloti di casa. Finito sul podio in Australia, poi retrocesso di 25” per aver superato Hamilton in regime di safety car, nonostante la Toyota abbia ritirato il ricorso, Trulli si vede riconfermato il risultato ottenuto in pista. E la squalifica tocca a Lewis Hamilton
Test F1 in Bahrain del 19 febbraio 2009. La Ferrari chiude al comando le due intense settimane di prove sul circuito di Sakhir. La F60 guidata da Felipe Massa, però, accusa ancora problemi di affidabilità.
Test F1 in Bahrain del 18 febbraio 2009. Inutile girarci intorno. D’accordo il miglior tempo di Timo Glock. Benvenga la simulazione di Gran Premio andata a buon fine per Felipe Massa. La notizia del giorno è un’altra: prima il Kers, ora il cambio ed un altro intoppo di natura elettrica. Come i modelli precedenti, a poco più di un mese dall’inizio del mondiale, la Ferrari F60 si mostra fragile.
Test F1 in Bahrain del 17 febbraio 2009. Sul circuito di Sakhir arriva il primo vero problema della Ferrari con il KERS. La F60 di Kimi Raikkonen resta ferma dopo 40 giri e i tecnici devono lavorare per oltre 3 ore prima di rimandarlo in pista. L’ottimismo però regna:“E’ stato un bell’allenamento” hanno commentato i meccanici.
Test F1 in Bahrain dell’11 febbraio 2009. Continua ad imperare la sfortuna sul circuito di Sakhir per Ferrari, Toyota e BMW Sauber. I 3 team, a differenza degli altri, non si erano presentati a Jerez per approfittare del caldo sole della pista araba ma, dopo un Day 1 infastidito dalla nebbia, nel Day 2 arriva persino una tempesta di sabbia.
Test F1 in Bahrain del 10 febbraio 2009. Dopo una Ferrari più veloce dei rivali di quasi un secondo al mattino, si conclude con il miglior tempo della Toyota di Timo Glock la prima giornata di test sul circuito di Sakhir. Ed a accogliere i piloti c’era, a sorpresa, la nebbia!
Chiariamo subito che i discussi diffusori di Toyota e Williams sono legali. Almeno fino ad oggi. Se per gli scarichi troppo alti la Ferrari ha fatto immediatamente marcia indietro, qui la faccenda è più complessa con i due team che si dicono convinti di aver ragione e si vantano di essere stati più bravi di tutti ad interpretare il regolamento.
Notizie Formula 1, brevissime dal paddock. Anche per il 2009 la Toyota batte tutti nella classifica dei soldi spesi in Formula 1. Bourdais fatica a trovare un accordo con la Toro Rosso e si riapre la corsa al secondo sedile. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno conferma la volontà di portare la F1 nella capitale e intanto anche Parigi si muove per ospitare il nuovo GP di Francia.