Gara da dimenticare per la McLaren sul circuito dell’Hungaroring che, dopo aver conquistato a fatica la leadership in entrambe le classifiche, si è vista sorpassare e spodestare dalla Red Bull in un solo weekend. Negli ultimi appuntamenti il team di Woking aveva già dato chiari segni di debolezza e la tappa ungherese ha confermato i problemi che la McLaren si trova ad affrontare a metà campionato, specialmente dopo l’introduzione degli aggiornamenti che non hanno portato i risultati sperati. Jenson Button però, scivolato dal secondo al quarto posto in classifica, non perde le speranze.

Come passare dalle stelle alle stalle? Chiedere a Lewis Hamilton ed alla McLaren. Nel giro di una settimana il pilota anglocaraibico e la scuderia di Woking hanno perso la vetta del mondiale, la competitività che le aveva avvicinate alle Red Bull e, clamorosamente, pure l’ultima certezza: l’affidabilità. Parcheggiata la propria MP4-25 nell’erba dopo 25 giri, Hamilton ha avuto molto tempo per pensare e per farsi due conti. Con questo ritardo in termini di sviluppo e senza più un vantaggio da amministrare in classifica, la lotta per il titolo mondiale diventa impossibile.
Pochi giorni ancora al via al gran premio di Ungheria, dodicesima tappa del mondiale 2010 di F1. Con il ritorno della Ferrari in gioco, dopo la doppietta messa a segno in Germania, la McLaren, al momento leader in entrambe le classifiche, non avrà vita facile nel weekend ormai alle porte. Alle prese con i nuovi aggiornamenti, che nell’appuntamento di casa non avevano funzionato a dovere, il team di Woking ora punta a tenersi stretta la vetta in vista della pausa estiva e a guadagnarsi un ulteriore vantaggio sui rivali, ormai sempre più vicini.
Pochi giorni ancora al via del gran premio di Germania, undicesima tappa del mondiale 2010 di F1. Ancora una volta sarà una dura lotta tra McLaren, Red Bull e Ferrari, dopo il “nulla di fatto” nella tappa britannica. Sul circuito di Silverstone infatti, la McLaren è riuscita a mantenere la leadership in entrambe le classifiche, gli austriaci del beverone, nonostante il primo posto di Webber, si confermano i più veloci ma rimangono dietro, e i ferraristi continuano a rincorrere. Nel frattempo Lewis Hamilton, in testa al gruppo ma non così lontano da potersi rilassare, è preoccupato per la vicinanza del compagno di squadra Button.
Nel gran premio di Gran Bretagna, al via domenica sul circuito di Silverstone, la McLaren, attualmente leader sia nei costruttori che nella classifica piloti con Hamilton e Button davanti alle Red Bull di Sebastian Vettel e Mark Webber, sarà impegnata in una lotta duplice: se da un lato la squadra dovrà guardarsi le spalle dai rivali austriaci e cercare di mantenere la leadership, la sfida sarà anche interna al team di Woking e tutta all’inglese. E nonostante i recenti commenti da parte di un ex campione del mondo, in casa McLaren la sana competizione tra i due piloti britannici sembra non comprometterne il solido rapporto di stima e appoggio reciproco.

Jenson Button ha fatto causa alla Mercedes GP di Ross Brawn! Il motivo del contendere sta nel mancato rispetto degli accordi contrattuali avuti nel 2009 quando il pilota inglese si è laureato campione del mondo. Fortunatamente l’ex team Brawn GP ha poi deciso di accontentarlo e la procedura è stata ritirata dai legali del numero 1 McLaren. Stando agli accordi presi, in caso di vittoria finale, a Button spettava un telaio completo della monoposto di Brackley che, ad oggi, non ha ancora ricevuto!
Jenson Button è stato preso per pazzo dai più quando con il titolo di campione del mondo in tasca vinto fortunosamente ha deciso di entrare nella tana nel lupo Lewis Hamilton siglando un contratto con il team McLaren. Con la stagione 2010 neanche a metà del proprio percorso, per il pilota inglese si può già parlare di scommessona vinta. Contro ogni pronostico, il bel Jenson si è trasformato e, in un solo anno, è passato dall’essere un Fisichella qualunque ad un campione del mondo che guida la miglior macchina del momento e tiene il passo del fenomenale Hamilton!
Il gran premio del Canada si è concluso con il secondo trionfo consecutivo di Lewis Hamilton e della McLaren che, oltre ai costruttori, ora è al comando anche nella classifica piloti, con l’iridato 2008 in cima alla vetta e dietro di lui il compagno di squadra e campione in carica Jenson Button. E se il quadro attuale conferisce ad Hamilton una sicurezza e un solido ottimismo per le prossime gare, l’altro britannico della McLaren non abbassa la guardia nei confronti della rivale numero uno, la Red Bull. Il team austriaco nel frattempo corre ai ripari ma non si fa prendere dal panico, nonostante sia consapevole del grande potenziale dei rivali di Woking.
L’attacco di Jenson Button a Lewis Hamilton nelle fasi finali del Gran Premio di Turchia rischia di rappresentare un incidente diplomatico nella pacifica convivenza tra gli ultimi due campioni del mondo della Formula 1. A più di una settimana dall’evento, emergono ulteriori dettagli sull’accaduto che fanno capire come, alla base di tutto, ci sia stato un banale malinteso. Visto quello che è successo in casa Red Bull, però, la situazione va tenuta sotto strettissimo controllo per evitare che degeneri in un altro fenomeno ad uso e consumo dei mass media.
La doppietta mancata (o meglio buttata) della Red Bull nel gran premio di Turchia non ha portato scompiglio solo all’interno del team austriaco, dove alla perdita di punti importanti si è aggiunta anche la perdita di armonia tra i due piloti ufficiali. Il comportamento per niente esemplare della Red Bull, ha infatti messo in risalto quello molto più politically correct della McLaren, e ora Hamilton e Button, che a Istanbul hanno preso il comando della gara dopo che Webber e Vettel cercavano di riemergere dalla sabbia, vengono osannati come esempio di coppia perfetta.
Ancora McLaren nella seconda sessione di prove libere del gran premio di Turchia, settima tappa del Mondiale 2010 di F1. Ma a mettere a segno il miglior tempo questa volta è Jenson Button. Il campione in carica ha abbassato ulteriormente il tempo fatto registrare nella mattinata dal compagno di squadra Lewis Hamilton, scivolato nel pomeriggio in quarta posizione. Riprendono terreno le Red Bull di Mark Webber e Sebastian Vettel, con l’australiano meglio del giovane tedesco. Indietreggiano un po’ rispetto alle libere 1 Mercedes GP e Renault. E la Ferrari di Alonso ne approfitta.
Prossima tappa: Istanbul, Turchia. Prossimo obiettivo: vincere, o comunque recuperare terreno sulla Red Bull. Jenson Button e Lewis Hamilton sanno bene che nel prossimo gran premio non ci saranno scuse. Se Monaco notoriamente non è un tracciato che si addice alla monoposto McLaren, l’Istanbul Park è uno di quei circuiti dove la MP4-25 potrebbe comportarsi molto bene, molto simile a Barcellona, dove Hamilton era stato infatti autore di un ottima performance, salvo poi finire fuori strada a due giri dalla fine.
È gasato Jenson Button dopo la sua seconda vittoria stagionale, ottenuta sul circuito di Shanghai, nel quarto appuntamento del Mondiale 2010 di F1. Il campione in carica, approdato alla McLaren dopo aver vinto il titolo nel 2009 con la Brawn GP, si è detto molto più entusiasta della sua nuova avventura con il team britannico di quanto non lo sia stata la stagione precedente. A conclusione dell’appuntamento cinese, Button ha parlato del suo anno all’ex Mercedes GP, dove ha vinto 6 gare e combattuto sino alla fine per il titolo iridato.

Jenson Button, nello scetticismo generale, aveva promesso che sarebbe stato il protagonista anche di questa stagione. Jenson Button aveva avvisato Lewis Hamilton che, pur partendo svantaggiato perché non conosceva la squadra McLaren e veniva dato per sfavorito dai bookmakers, avrebbe potuto dire la sua. Jenson Button aveva avvisato che la grande capacità di vivere la corsa in modo razionale anziché impulsivo come accade per il compagno di squadra avrebbe pagato. Questo secondo successo stagionale che proietta il campione del mondo in carica al primo posto in classifica rappresenta tutto ciò: nell’anno dell’abolizione dei rifornimenti, usare la testa premia. E come.