Roberto Rolfo: Monogomma non adatta alla MotoGp

Pubblicato da Giamba in Interviste MotoGP, MotoGP.
Sabato, 6 Ottobre 2007.

Roberto Rolfo

L’argomento principe in questi giorni è sicuramente la monogomma nel campionato MotoGp del prossimo anno. Anche Roberto Rolfo, pilota che ha corso diversi anni nei vari mondiali 125, 250 e MotoGp e che adesso ha varcato il “fosso” e corre in Superbike con la Honda, ha voluto dire la sua riguardo la scelta della Dorna.

Il pilota torinese dichiara: “Il monogomma Pirelli è ottimo, secondo me perfetto per un campionato di moto derivate dalla serie. Fanno un buon sviluppo, che ovviamente è più lento rispetto ad un campionato con diversi gommisti. L’eventuale scelta di adottarlo anche in MotoGP non mi trova d’accordo, essendo un campionato prototipi ritengo giusto che siano prototipate anche le gomme, poi sarà il pacchetto migliore ad imporsi. Come quest’anno il pacchetto Ducati/Bridgestone, senza dimenticare ovviamente il valore del pilota, tanto di cappello a Stoner per quel che ha fatto”.

Ecco come la pensano i protagonisti riguardo la monogomma: se la Motogp deve essere la massima espressione della tecnologia motociclistica tra diversi costruttori, per quale ragione non dovrebbe essere la stessa cosa con le gomme? Non sono forse parte fondamentale di una moto?

Se si segue il ragionamento del monogomma, allora occorrerebbe limitare tutta l’elettronica nelle moto per rendere più importante il lavoro del pilota rispetto al mezzo e alle gomme. Ma la storia delle corse ci insegna proprio che vince il pacchetto moto-gomme-pilota e non solo il pilota. Il bello delle corse motociclistiche è la moltitudine di variabili che occorre calcolare per vincere le gare.

Poi se si opterà per la monogomma e per l’abbassamento del livello dell’elettronica, non si correrà più un campionato di MotoGp, ma solamente una copia del fantastico campionato Superbike.

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Commenti (6)

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Augusto

E se lo dice lui che le ha provate tutte (non come Rocco…:D) dobbiamo credergli: diventerebbero due discipline troppo uguali tra loro… Che gusto ci sarebbe?Vorrà dire che Michelin il prossimo anno dovrà darsi da fare se vuole che le moto che equipaggia vincano… Omologare le moto farebbe perdere il gusto della gara!

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Smithcome

Senza nulla togliere a Rolfo, pilota che apprezzo e stimo, non trovo attendibile il parere di chi oggi corre nella categoria “rivale”.

Ognuno è libero di esprimere il suo giudizio naturalmente, ma mi sembra un tentativo, poco riuscito (come già fatto da Flammini) di non perdere uno dei vanti della categoria.
Insomma, pare evidente, come riporta l’autore di questo articolo (seppure velatamente e con argomentazione più conseguenziale che diretta), che il timore sia quello di produrre una copia della Sbk, e quindi, da chi come lui sembra apprezzarla altrettanto, di toglierle uno dei suoi più conclamati vanti; finendo per penalizzarla ulteriormente in un confronto già perso in partenza per un interesse mediatico che non potrà per tradizione e popolarità mai eguagliare la rivale.

Ciò a cui invece la categoria (Sbk) dovrebbe puntare è lo spettacolo; quell’imprevedibilità per la quale è risultata, perlomeno in questa stagione, indubbiamente la vincente.
Insomma il discorso del giornalista mi pare faccia acuqa perlomeno da questo punto di vista.
Dire sia un campionato volto allo sviluppo, un campionato tra prototipi, non comporta come conseguenza logica si debba optare necessariamente per una riduzione della elettronica, nè tantomeno che un eventuale scelta del monogomma ridurrebbe la categoria alla copia dell’altra. Rimarrebbe pur sempre lo sviluppo delle moto, che resterebbero dei prototipi a tutti gli effetti. E non mi pare una indifferente differenza come ci si vuole far credere.
Altrettanto infine infondata la pretesa di voler far apparire indispensabile lo sviluppo proceda in tutte le direzioni per la categoria.
Come detto da Rossi per primo, e come poi ribadito da Ezpeleta, “questo è il mondiale piloti e costruttori, e non è il mondiale dei gommisti.” Se non basta già questo per provare ci sia chi direttamente o indirettamente si sia espresso a favore. E non certo due nomi qualunque.
Per quale ragione dovrebbe essere Rossi a temere un confronto alla pari? (almeno ovviamente di non credere a tesi complottistiche); smentirebbe le sue stesse precedenti affermazioni, che risulterebbero di convenienza per la situazione venutasi a creare nel corso della stagione; smentirebbe altresì quanti da un confronto tanto impari, umiliante sotto il profilo della differenza prestazionale e del punteggio finale, hanno dato la colpa, o il merito (a seconda dei punti di vista) alle gomme. Darebbe infine adito ai detrattori, in un eventuale rivincita dello stesso, di fare appello a un cambiamento di regolamento; a delle gomme dalle prestazioni “miracolose” direttamente affidate a lui e a tutto vantaggio della produtrice francese.

D’altronde per quale ragione dovrebbe la categoria (MotoGp) avere questa ulteriore differenziazione. Non mi pare nemmeno sarebbe l’unico esempio in tal senso. E certo le differenze come altrove rimarrebbero.
Le variabili poi, non mancheranno certo mai, basti pensare alla messa a punto, elemento che non può certo essere trascurato. Basti pensare alla scelta delle gomme. Il monogomma certo non significherebbe che tutti in gara opteranno per la stessa scelta. Basti pensare allo sviluppo stesso delle moto, che ne risulterebbe oltretutto agevolato, nè rischierebbe, in una stagione come questa, di passare inosservato, anzi verrebbe messo in luce ancora maggiormente producendo una conseguente maggiore attenzione da parte dei produttori stessi un maggiore riscontro di vendite sul mercato, e non ultimo un vanto maggiore per la casa produttrice che nel confronto uscirebbe vincente. E certamente meno semplice sarebbe per la casa costruttrice scaricare le colpe sul gommista per un confronto perso in pista. Più valore dunque al pilota e alla moto.

Evidente allora, che sotto questo apparire prodighi di interessi per lo sviluppo e la necessità di una distinzione tra le due categorie, ci sia piuttosto il timore la Ducati (dopo aver patito lo scotto di una Bridgestone non adeguata, non all’altezza della rivale per anni) non possa riconquistare quello che gli fu tolto negli anni per un regolamento certamente non adeguato, non in sintonia con l’interesse primario di qualunque sport che si rispetti…lo spettacolo (sempre ovviamente almeno di non credere a tesi complottistiche)

Il timore addotto risulta però essere ingiustificato e sintomo esso stesso di poca convinzione dei propri mezzi; specie se si pensa che gli stessi sostenitori della causa Ducati-Stoner, sarebbero in questa stagione da identificare proprio in questo binomio (Ducati-Stoner appunto). In quale misura risulta difficile da decifrare; dato che si dice nel medesimo istante che i due fenomeni siano stati la Ducati e Stoner, sminuendo ad ogni occasione il valore delle gomme. Altro che “la storia delle corse ci insegna proprio che vince il pacchetto moto-gomme-pilota e non solo il pilota”.
La storia ci viene trasmessa dalla carta stampata e dalle tv, dai mass-media volendo usare un termine familiare e ormai noto a tutti.
E non mi risulta (per quanto il ragionamento di per sè stesso possa essere condivisibile) non siano mancati in passato esempi di scarsa capacità di “sintesi” di quegli elementi. Di predilezione di quello del pilota per intenderci (indipendentemente dai meriti del pilota).

Perchè dunque temere questo confronto? Prova evidente che ciò che si rivendica non si tratti poi tanto di una convinzione fondata e con delle basi reali, ma piuttosto di un bisogno di liberarsi di quel fardello che per anni li ha costretti a remare controcorrente. Rifarsi delle occasioni perdute. Ma non è certo così che si ottiene il bene di questo sport. Se pure in passato i valori in pista non rispecchiavano quelli reali, non significa che mantenendo questa altalenante situazione si rimedierebbe al mal tolto. Si rimedierebbe solo a protrarre nel tempo questa situazione disdicevole e poco produttiva pure per la categoria. Poco spettacolo, pochi ascolti; pochi ascolti, meno profitti per produttori di pneumatici o meno, e quindi pure meno sviluppo. Si finirebbe insomma per ledere all’immagine di questa categoria, che rischierebbe un uleteriore duro contraccolpo nel confronto con la rivale.
Ecco che allora risulta evidente, a maggior ragione, si stia cercando in tutti i modi mediaticamente di far apparire quella scelta peggio di quello che non sia. Facendo spesso ricorso al parere di chi ha evidenti interessi a che la situazione resti immutata, e dando minore spazio a chi ne è a favore. Cosa ci si aspettava dicessero i cotruttori delle gomme e i loro rispettivi portavoce, che, qualora non fosse stato chiaro, in una eventualità del genere, si vedrebbero costretti a privarsi di un confronto che produce effetti non irrivelanti sul mercato, si vedrebbero oltremodo limitati in quello sviluppo che traeva il suo approvviggionamento dai ricavati stessi prodotti da quel confronto. Senza scordare, che da quella scelta, di questi stessi produttori di pneumatici solo uno potrebbe usufruire di una competizione tanto popolare. A portare infatti avanti un progetto alternativo, ma ciò nondimeno produttivo come quello del monogomma, sarebbe solo una delle produttrici oggi interessate; il resto dovrebbe fare i bagagli e ritirarsi perdendo ogni ricavato ( e non si parla certo di bruscolini). Infine, sempre qualora fosse sfuggito, di certo il parere di queste case produttrici non è lo spettacolo ma i profitti (sempre qualora non fosse chiaro).
Che lo spettacolo ne risenta poco importa loro.

Infine, che tutti i giornalisti la pensino allo stesso modo mi pare alquanto poco credibile.

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Smithcome

“E se lo dice lui che le ha provate tutte (non come Rocco…:D) dobbiamo credergli: diventerebbero due discipline troppo uguali tra loro… Che gusto ci sarebbe?Vorrà dire che Michelin il prossimo anno dovrà darsi da fare se vuole che le moto che equipaggia vincano… Omologare le moto farebbe perdere il gusto della gara! ”

Beh se Michelin si dovrà dare da fare significa chiaramente che stai riconoscendo che questo anno la differenza non l’ha fatta la Ducati e sopratutto Casey, ma le gomme… le Brdgestone nella fatti specie.
Che poi “omologare le moto” (espressione a me non tanto chiara per limiti cognitivi di cui non faccio mistero) farebbe perdere il gusto della gara mi risulta di difficile compensione. L’unica spiegazione che darebbe un senso a questo tuo contorto nella logica ragionamento sarebbe che tu sei un tifoso Ducatista e che abbia goduto delle vittorie schiaccianti delle Ducati; il che però ribadirebbe pure però, e una volta di più, la precedente tua indiretta ma conseguenziale conclusione che in questa stagione c’è stato uno strapotere delle gomme Bridgestone e quindi meno meriti al alla Ducati e sopratutto a Casey. Un pò darsi la zappa sui piedi dovessi tu essere un Ducatista insomma. Ma non voglio assumere scontatamente tu possa essere tanto autolesionista.
La battuta su Rocco, per quanto di difficile comprensione (non so tu su che basi possa essere certo dei trascorsi dell’autore almeno di non avere goduto di una sua approfondita conoscenza) sono però sicuro sia migliore di quello che sembri.

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Smithcome

Qualche correzione

“Insomma il discorso del giornalista mi pare faccia ACQUA perlomeno da questo punto di vista.”

“…specie se si pensa che PER gli stessi sostenitori della causa Ducati-Stoner, LA CHIAVE DI LETTURA sarebbe, in questa stagione, da identificare proprio in questo binomio (Ducati-Stoner appunto).”

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Alfa centauri

Il concetto è giusto. prototipi, prototipi in tutto ok. Però monogomma non significa scandalo e ingiustizia come molti dicono qua, in quanto non bastano le bridgestone alla honda per ribaltare la situazione, e a Rossi non lo favorirebbero certo con gomme speciali come si è detto in passato. Insomma i tifosi di Stoner non hanno niente da temere, o sbraitano tanto perchè hanno paura che a condizione di parità di gomme Rossi possa vincere di nuovo?

Saluti

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Alfa centauri

P.S. per “qua” intendevo dire su questo sito, non in questa specifica discussione

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