News MotoGP. La ricetta di Stoner per vincere? Ecco gli ingredienti

Che poi, in realtà, sembra essere uno solo.
Leggiamo in giro per il web che un signore giapponese di nome Hiroshi Yamada, mega boss di casa Bridgestone, si sia sbottonato un pò e abbia finalmente affidato ai giornalisti le sue considerazioni tecniche e non sul vincitore di questo Mondiale 2008.
Dalla parte della vittoria, il big boss delle Bridgestone, forte del suo netto predominio nel MotoMondiale di questa stagione, racconta che è la “mentalità” di Casey Stoner l’arma segreta della sua vittoria.
Alla faccia di chi lo voleva “depresso e stizzoso se non vince”.
Può darsi, in verità di occasioni in cui Stoner non abbia portato a casa punti importanti ce ne sono state veramente ben poche quest’anno, ma comunque il giovane Casey sembra abbia retto bene la pressione sia di una nuova moto, sia di trovarsi davanti a Valentino, sia di tutti i riflettori puntati clamorosamente addosso.
“Casey è mentalmente molto forte - dice Yamada - generalmente quando un pilota è seguito da Valentino inizia a preoccuparsi e invece questo non è accaduto con lui quest’anno. La gara della svolta è stata quella di Catalunya, lì Stoner ha battuto Rossi dimostrando di essere molto forte. E’ raro vedere un pilota battagliare con Rossi e vincere. Onestamente non pensavo che sarebbe andato così forte, pensavo ci mettesse di più ad abituarsi a moto e gomme nuove. Pensavo che potesse vincere delle gare da metà stagione in poi ma non la prima gara!”
In bocca al lupo, Casey!










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Commenti (1)
Si questo l’ho notato anch’io. Di certo Stoner non ha il sangue caldo latino :). Ammirevole e stupefacente il controllo che ha sulle proprie emozioni, incredibile la sua forza d’animo che non gli hanno fatto temere niente e nessuno nonostante si sia dovuto battere contro un gigante come Rossi. Impressionante come tutto questo sembra che non l’abbia sfiorato minimamente. E’ riuscito a fare il suo lavoro senza guardare niente e nessuno, senza badare troppo alle chiacchiere altrui. Questo si che bisogna dargliene atto. Di certo non è come Pedrosa, che seppur un ottimo pilota appena vede Rossi che gli ruggisce vicino diventa un coniglio e non è più in grado di combattere.