McLaren senza Alonso? Scatta il toto-sedile!

Le dichiarazioni di Ron Dennis su una sua apertura alla cessione di Fernando Alonso hanno fatto scattare pronostici e previsioni, nonché indiscrezioni e fantasie, su chi andrà a sostituirlo in McLaren. L’impressione, però, è che per il momento ci sia molto fumo e poco arrosto.
Per gli appetiti dei curiosi, possiamo fornire al massimo una braciolina. La considerazione da fare è questa. Per vincere i mondiali non c’è bisogno per forza di avere in squadra Prost e Senna. Si vince anche con Senna e Berger o con Hakkinen-Coulthard.
E, visto che il Senna della situazione già c’è e risponde al nome di Lewis Hamilton, Ron Dennis deve aver capito che per far coesistere la sua idea di pari opportunità con la sua salute psicofisica, conviene prendere un altro David Coulthard. Un pilota cioè, onesto e costante, ma non così fenomenale da creare grane.
In fin dei conti, con Hamilton in squadra si ha già in cassaforte un talento incredbile che non ha alcun senso andarlo a dissipare in confronti serrati con chicchesìa.
Ecco quindi che il toto-sedile ha inizio. Ed ecco che la girandola dei nomi è da malditesta: si parte dal solito Nico Rosberg e passando da Button, De la Rosa, Kovalainen, Heidfeld, Sutil, Ralf Schumacher e Fisichella si arriva fino a Sebastian Vettel. Non ci sono limiti alla fantasia. Ci devono essere, invece, alla decenza.
Per cui, in mezzo a tutta questa spazzatura, c’è un nome che ci sentiamo di caldeggiare ed è quello di Heikki Kovalainen. Il finlandese ha le caratteristiche perfette per il ruolo che deve ricoprire e, soprattutto, sarebbe una pedine ideale nella trattativa per il ritorno di Alonso in Renault.
Flavio Briatore non era in Cina domenica scorsa. Neanche Ecclestone c’era. I due si sono incontrati a Parigi e, sicuramente, l’argomento di discussione tra il gatto e la volpe era il capire come fare a far combaciare tutti i pezzi di questo complicato mosaico e dare soddisfazione a tutti gli attori in gioco.








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Commenti (4)
A me basterebbe che la si finisse di mettere sempre in ballo il solito paragone, oltretutto campato letteralmente per aria e cioè il voler per forza dire a tuttti i costi che con Alonso/Hamilton stiamo rivedendo Senna/Prost. Sottolineando fino all’ennesima potenza che Hamilton non è e non sarà MAI Ayrton Senna, aggiungo che non ci sarà MAI un altro pilota come lui (Senna, intendo. Mica Hamilton) Senna è il solo fenomeno perchè riusciva a strabiliare anche con macchine non competitive, anche quando la macchina non competitiva era la celebratissima McLaren e aveva contro avversari con la “A” maiuscola. Quando Hamilton si ritroverà a guidare una McLaren in crisi (perchè se la storia si ripete questo succederà di nuovo) e darà prova di essere bravo lo stesso allora lo riconoscerò anch’io. Ma ugualmente non sarà Senna. Lui faceva la differenza. Quanto al commento si vince anche con Senna e Berger….non mi è piaciuto molto perchè Berger è uno dei piloti che mi è più caro (certo non come il mio Senna) e….magari rivivere la coppia Senna/Berger! Ma quella vera! Non qualche pallida imitazione.
mi è stato riferito che a studio aperto che hanno mandato in onda un servizio dove si spiegava il finale 1986 e…….la stessa identica situazione potrebbe ripetrsi quest’anno!
In effetti mettere insieme Alonso ed Hamilton è stato un errore, perchè si tratta di due piloti, passatemi il termine, “dominanti”.Certamente a inizio stagione non era ipotizzabile che l’inglese fosse già pronto per sfidare i bicampione, ma, tant’è. Entrambi veloci, entrambi bisognosi di sentirsi i numeri 1 nel team: ovviamente per mantenere l’equilibrio ci vorrebbe un team manager in grado di gestire la spinosa questione e, sinceramente, Ron non lo ha mai saputo fare, (forse per questo viene semplice accostare il duello a quello tra Senna e Prost gestito ugualmente in malomodo) oppure uno dei due è di troppo ed è inutile dire che dei due, Hamilton è quello con le credenziali più favorevoli: inglese, cresciuto nell’orbita Mclaren, un futuro che si preannuncia pieno di successi. Molto meglio avere un campione e un buon pilota ,magari con un carattere tranquillo:per i team, ovviamente. Per noi che guardiamo da casa:viva i duelli serrati tra campioni!
io invece la penso come Manuel: è parecchio tempo che Hamilton-alonso mi ricordano Senna-Prost; infatti sono entrambi due piloti che hanno l’istinto del numero 1 e che quindi difficilmente possono coabitare nella stessa squadra. Certo sarebbe bello che rimanessero insieme, perchè quest’anno è stato uno spettacolo, a prescindere da come andrà a finire…certamente Hamilton non è Senna, e questo è ovvio, ma me lo ricorda molto per la sua fame in pista e il suo non arrendersi mai, così come Alonso mi ricorda Prost per il suo fare un po’ politico e la sua grande classe.