Ferrari, GP di Malesia in 5 punti: Alonso, Massa, la pazza F2012, Perez e Sauber

Ferrari, GP di Malesia in 5 punti: Alonso, Massa, la pazza F2012, Perez e Sauber

Ferrari: il trionfo in Malesia esalta Alonso ma deprime Massa

Fernando Alonso è l’eroe del Gran Premio di Malesia di Formula 1 2012. La Ferrari è letteralmente ai suoi piedi. Non solo il team principal Stefano Domenicali fatica a trovare nuovi aggettivi per esaltare il suo pilota, anche il presidente Montezemolo si cimenta nello sport preferito in quel di Maranello:“Fernando ha disputato ancora una volta una gara eccezionale, confermandosi un pilota straordinario, sotto ogni punto di vista”. Più salgono le quotazioni dell’asso di Oviedo e più vanno a scendere quelle di Felipe Massa che nel suo flop di Sepang subisce, cattiveria della sorte, la super-prestazione di quello che da più fonti viene indicato come il suo possibile successore. Quel Sergio Perez già in orbita Cavallino Rampante grazie al progetto Ferrari Driver Academy fa persino supporre che gli svizzeri non abbiano volutamente attaccato gli italiani.

Ferrari in Malesia, capitolo I: Fernando Alonso

E’ giusto sottolineare la fantastica prestazione di Fernando Alonso per un motivo su tutti. Questa rischia di essere l’unica occasione di gioia dell’intera stagione 2012 per il pilota spagnolo. E’ bene insistere sul suo talento perché troppe volte nella carriera ha faticato ad esprimerlo causa monoposto non all’altezza. Troppo facile dominare ed ammazzare il campionato quando la vettura viaggia sui binari e gli avversari, di fatto, non esistono. Il talento di un pilota si misura dalle capacità di rendere possibile l’impossibile. Tanto per intenderci, penso a Schumacher a Barcellona con la Ferrari nel 1996. Penso a Vettel con la Toro Rosso a Monza nel 2008. Penso a Raikkonen con la deludente Ferrari del 2009 a Spa-Francorchamps. Fernando Alonso, al pari dei già citati ed a personaggi come Hamilton e Button, ha varie perle di questo genere nel suo repertorio. Non male per un pilota raccomandato da una banca… vero? No, falso. Una volta di più è con le sue capacità che lo spagnolo legittima la propria leadership:“Sono orgoglioso di questo gruppo fantastico. In un momento difficile come quello che stiamo attraversando nessuno ha mollato la presa – ha dichiarato Alonso - All’arrivo ai box dopo il giro di rientro non sapevo nemmeno dove dovevo parcheggiare la vettura: vincere con tutti i problemi che abbiamo è qualcosa di straordinario”.

Ferrari in Malesia, capitolo II: Stefano Domenicali

“Sono molto felice anche per Stefano Domenicali e per tutti i suoi uomini che hanno avuto una bella ricompensa per un lavoro in pista perfetto, dalla strategia ai pit-stop alla preparazione della macchina – ha aggiunto il presidente Luca di Montezemolo - C’è ancora tanto da lavorare ma questo successo ci dà quell’adrenalina in più che ci voleva in un momento come questo.” Stefano Domenicali non si esalta perché sa benissimo che la strada è e resta in salita:“La vittoria odierna non cambia di una virgola la nostra situazione: sappiamo che in questo momento non abbiamo una macchina competitiva per lottare per la vittoria in condizioni normali e che dobbiamo lavorare moltissimo per recuperare. E’ chiaro che questo successo ci deve dare ancora più motivazione perché dimostra che questo è un campionato incertissimo, dove tutto può accadere. Un piccolo progresso di prestazione può farci fare un bel passo avanti rispetto ad altre squadre”.

Ferrari in Malesia, capitolo III: Felipe Massa

“Felipe ha sofferto troppo per il degrado delle gomme anteriori, che lo ha portato a fare una sosta in più del compagno di squadra: è un momento particolarmente difficile per lui perché non riesce ad interpretare al meglio una vettura che, oggettivamente, è molto difficile da guidare”, spiega Domenicali. La grande giornata di Fernando Alonso stride con l’ennesima gara anonima di Felipe Massa:“E’ ovvio che io sia deluso del mio risultato. All’inizio le cose andavano bene ed ero in grado di lottare con i piloti che mi erano immediatamente davanti. Quando la pista si stava asciugando ho sofferto in maniera progressiva del degrado degli pneumatici e non riuscivo più a tenere un buon passo. E’ importante cercare di approfondire le ragioni per cui ci sia una differenza di rendimento così forte fra le nostre vetture ma, in assoluto, la nostra speranza è di avere una macchina più competitiva nel più breve tempo possibile.”

Ferrari in Malesia, capitolo IV: Sergio Perez

C’è molto da parlare su Sergio Perez. Per almeno due motivi. Da una parte va sottolineato il tempismo del messicano. Da una settimana si fa il suo nome come possibile sostituto di Felipe Massa e lui risponde presente all’appello con una prova maiuscola che porta la Sauber al miglior risultato della sua storia. La struttura di Hinwil ha vinto un Gran Premio con Robert Kubica ma allora era di proprietà della BMW. Martin Whitmarsh della McLaren, non proprio al corrente degli affari Sauber-Ferrari ma sicuramente un personaggio serio ed autorevole, definisce l’eventuale sostituzione tra il brasiliano ed il messicano come “difficile ma non impossibile”. Basta così. Altro filone interessante riguarda la polemica per la comunicazione radio che diceva a Perez di non attaccare Alonso. Il messaggio è stato questo:“Attenzione, abbiamo bisogno di questa posizione”. Peter Sauber ha precisato che non ci sono misteri: il secondo posto era un risultato storico da non compromettere anche perché, in ottica campionato, i rivali diretti di Williams e Force India stavano comunque raccogliendo dei buoni piazzamenti.

Ferrari in Malesia, capitolo V: la F2012

Chiudiamo questo approfondimento sulla Ferrari in Malesia parlando dell’aspetto più delicato: la gara. Pat Fry racconta le luci e le ombre della domenica di Sepang:“La F2012 sembra comportarsi in maniera molto diversa a seconda delle condizioni in cui si trova a girare: oggi ci sono stati dei momenti in cui era assolutamente competitiva, altri in cui era in difficoltà. Avevamo già visto a Melbourne il venerdì che sull’asfalto umido la situazione non era male e oggi è andata ancora meglio. Alla fine Perez era molto veloce anche perché le sue Hard lavoravano meglio in quelle condizioni rispetto alle Medium di Fernando. Un altro fattore decisivo per il successo di oggi è stato il lavoro ai box e al muretto: in ogni pit-stop Fernando è riuscito o a guadagnare delle posizioni oppure a restare davanti agli inseguitori”.

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Dom 25/03/2012 da

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Vator
Vator 25 marzo 2012 20:42

Bellissimo articolo, complimenti all’autore. Che giornata ragazzi, ancora non ci credo!!!

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massj
Massj 25 marzo 2012 21:19

Giusto qualche giorno fa commentavo che Perez non aveva ancora fatto vedere faville. Detto, fatto, complimenti a Perez e alla Sauber, ma devo dire che il messicano mi ha colpito, mettendo dietro di parecchio il suo compagno Kobayashi che fermo non è. Peccato che non ci sia stato il duello con Alonso, anche se probabilmente il DRS l’avrebbe svilito.
Come dicono molti, penso che questa gara di Perez (dopo quella buona in Australia), sia una candidatura per Maranello a cui è difficile resistere.
C’è da dire che la Sauber ha delle grandi virtù nella gestione delle gomme, per cui non penso che Perez avrebbe vita così facile con la Ferrari, ma c’è anche da dire che è stato quasi perfetto nella gestione della gara, nell’eseguire le strategie e nel martellare col passo. Tutt’altra cosa rispetto a Massa che alla radio protestava perché volevano lasciarlo fuori con le full rain qualche giro in più. Siccome ha poi stracciato le intermedie è chiaro che è costretto a un assetto particolarmente agressivo soprattutto sull’anteriore, perché non riesce a guidare con un assetto più neutro come usa Alonso.
Per il bene della Ferrari spero che questa situazione, chiaramente senza uscita, non si trascini troppo. Lo scambio Perez – Massa conviene a tutti, Sauber compre$a.

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GLP
GLP 25 marzo 2012 21:33

Gli unici dati certi sono che Alonso è l’unica certezza in questo momento in Ferrari e che Perez
è una meteora nascente. Riguardo l’altalenante rendimento della Ferrari si può presumere che le
temperature dell’asfalto in Malesia in relazione alle mescole abbiano giocato un ruolo fondamentale
nelle prestazioni della monoposto di Maranello.Una strategia che finalmente ha funzionato ha dato
un contributo determinante che unita al lungo di Perez e alle disavventure di Button alla vittoria di
un Alonso che ha dimostrato tutta la sua solidità e forza mentale,senza le quali, e con un MASSA,
purtroppo per i suoi sostenitori,pochi ormai,non assolutamente degno di pilotare la Rossa Nazionale,
la monoposto italiana avrebbe rischiato di essere doppiata. Il Domenicali della situazione si è trovato
nella situazione di raccogliere un risultato che nulla ha a che vedere con le sue capacità manageriali
che con i canoni delle corse in formula uno sono del tutto insufficienti.

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Gianluca loves Ferrari & Michael Schumacher
Gianluca 25 marzo 2012 22:26

L’articolo mi piace, ma non si possono mettere le mani avanti dopo solo due gare disputate: non si può dire che la vittoria odierna potrebbe essere l’unica gioisa stagionale per Alonso.
Ok, le condizioni meteo odierne erano bizzarre e finora la F2012 ha dimostrato di non essere molto diversa dalla monoposto che l’ha preceduta, ma aver vinto dopo solo due gare lascia aperte molte possibilità che Fernando e la Rossa possano ripetersi (mi riferisco soprattutto ai circuiti cittadini di Monaco, Valencia e Singapore e alle gare con condizioni meteo mutevoli come Montreal, Silverstone e Spa).
Riguardo Perez, non credo proprio che la Sauber gli abbia chiesto di non attaccare Alonso e che quindi sia uscito volutamente fuori pista: figuriamoci se non ci teneva a vincere la prima gara per sè e soprattutto per il team (non penso che alla Sauber ricapiterà un’occasione di questo genere, visto anche che finora non era neanche mai arrivata seconda nella sua storia), tanto è vero che anche dopo l’uscita di pista ha continuato a spingere macinando giri record per cercare di raggiungerlo.

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Gianluca loves Ferrari & Michael Schumacher
Gianluca 25 marzo 2012 22:34

Aggiungo: la McLaren ha la monoposto migliore con la migliore coppia di piloti quindi rimane la favorita per il titolo, ma sicuramente non vincerà tutte le gare da qui a fine stagione e Red Bull, Ferrari e forse anche la Lotus ne approfitteranno per togliersi qualche soddisfazione.
Oggi pensavo: Perez con la gara di oggi si è guadagnato il secondo sedile della Rossa per il 2013, ma non dimentichiamo che anche Kubica potrebbe tornare a correre.
Se davvero il messicano dovesse approdare a Maranello il polacco potrebbe essere anche girato alla Sauber e Massa potrebbe andare in un altro team, fare un anno da test-driver oppure restare fuori come i suoi validi (ex?) colleghi Sutil e Alguersuari.
Ma sono solo mie ipotesi personali: per un ottimo pilota come Kubica un team di metà schieramento come la Sauber non sarebbe certamente il massimo, tuttavia formerebbe una coppia molto valida insieme a Kobayashi.

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Fedro 26 marzo 2012 11:26

non tutti i mali vengono per nuocere. se Massa non impensierisce Alonso, mentre le altre coppie s divideranno i punti, compreso in redbull dove webber mi sembra in palla quanto vettel, allora forse qualche speranza in più per il mondiale piloti c’è. se la macchina migliora ovviamente…

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Deborah 27 marzo 2012 12:00

GRAZIE NANDO..

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Thana 21 aprile 2012 07:36

I just read through the eitrne article of yours and it was quite good. This is a great article thanks for sharing this information. I will visit your blog regularly for some latest post.

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