Cambio sequenziale: come funziona questa importante innovazione tecnologica

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Oggi parliamo di cambio. In particolar modo di cambio sequenziale, un’importante innovazione tecnologica che ha letteralmente fatto perdere la testa a molte persone che ne hanno avuto a che fare. In sostanza, si tratta di uno strumento da tempo presente in Formula 1 che libera il pilota dall’utilizzo della classica leva con schema di manovra per un più fluido e semplice “su” e “giù” come avviene comunemente nelle motociclette. Osteggiato dai puristi della guida, equipaggia le auto più ambite dagli appassionati di motori esaltando le emozioni al volante.

Il cambio nelle automobili
Si trova in praticamente tutti i mezzi dotati di motore termico. Lo scopo del cambio è quello di modificare la velocità di un mezzo di locomozione lasciando il regime di rotazione del motore entro un range predefinito. Non compare, invece, nei mezzi a motore elettrico per i quali sarebbe assolutamente superfluo. I primi cambi delle auto erano ad ingranaggi non sincronizzati e richiedevano una notevole abilità al guidatore. Solo nel corso degli anni ’60 si è avuta la versione sincronizzata, realizzata mediante l’utilizzo di due alberi paralleli. Il primo esemplare di questo tipo risale al 1929 ed è firmato Cadillac. La prima casa a sviluppare il modello a grandi linee presente sulle vetture odierne, invece, è stata la Porsche nel 1952. Allora, però, la sincronizzazione riguardava solo il passaggio dalla seconda alla terza marcia. Nei sistemi attuali, invece, solo la retromarcia resta a parte. Il numero di marce storicamente più utilizzato era quattro. Sono state successivamente introdotte la quinta e la sesta per migliorare l’efficienza del motore a velocità di crociera e diminuire i consumi di carburante.

Cambio sequenziale
Il cambio sequenziale o a innesti frontali non ha uno schema predefinito come quello manuale ma ha una leva che si aziona in due direzioni, tipicamente “su” e “giù” grazie alla quale si sale o si scende da una marcia all’altra. In molti casi la leva si divide in due palette poste dietro lo sterzo. In altri resta alloggiata nella classica posizione centrale. Tra le due alternative è presente un punto intermedio interessato dalla posizione di folle. Un arricchimento del cambio sequenziale è il cosiddetto quick shifter, un dispositivo che riduce le sollecitazioni in caso di passaggio di marcia con motore sempre in trazione (come avviene durante le competizioni, soprattutto quelle che interessano i prototipi). Il sistema taglia l’accensione del motore durante la cambiata. Questo si è visto per la prima volta nella Ferrari F640 di Formula 1. Sempre la Ferrari nel 2007 ha introdotto il cambio ad innesti continui che migliora i risultati già precedentemente ottenuti con il quick shift e rende istantaneo il passaggio da una marcia all’altra.

Vantaggi e svantaggi
I cambi manuali sono più economici e affidabili, non necessitano di sistemai di raffreddamento specifici, sono più efficienti dal punto di vista energetico, danno al guidatore un maggior controllo. I cambi automatici, però, rendono la guida più semplice, riducono lo stress in caso di traffico, impediscono un danneggiamento accidentale del sistema a causa di un errore del guidatore, facilitano le partenze in salita.

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Sab 28/05/2011 da

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